Porte girevoli
Poiché le disgrazie non vengono mai sole, tre giorni fa il ministero della salute iracheno, insieme all’organizzazione mondiale della sanità, ha comunicato che in alcuni governatorati (Najaf, Diwanija) e ad Abu Ghreib, dunque appena ad ovest di Bagdad, erano stati accertati 38 casi di colera. Lo sta
5 AGO 20

Poiché le disgrazie non vengono mai sole, tre giorni fa il ministero della salute iracheno, insieme all’organizzazione mondiale della sanità, ha comunicato che in alcuni governatorati (Najaf, Diwanija) e ad Abu Ghreib, dunque appena ad ovest di Bagdad, erano stati accertati 38 casi di colera. Lo stato spaventoso dell’igiene, l’abbassamento del livello dell’Eufrate dopo un un’estate torrida, i movimenti interni – Najaf è meta di pellegrinaggi sciiti – la condizione dei campi, in un paese in guerra con 3 milioni e 200 mila sfollati, suscitano allarme. L’Oms dichiara che “al momento non c’è un rischio rilevante di diffusione internazionale”. Poiché le disgrazie, oltre a non venire mai sole, a volte si avvolgono tormentosamente su se stesse, i curdi siriani del Pyd hanno informato che Osama Abdul Mohsen, il padre col bambino in braccio sgambettato dalla giornalista ungherese – poi accolto in Spagna dal Real Madrid e da Cristiano Ronaldo, che gli hanno offerto un impiego – era stato un militante del Fronte al Nusra e aveva combattuto contro di loro fino alla primavera del 2015. Abdul Mohsen aveva allenato la squadra al-Fatwa a Deir Ez Zor dal 2004 al 2014; secondo il sito del Pyd nel 2004 era stato coinvolto nella repressione violenta della ribellione curda a Qamishlo (il capoluogo del Rojava curdo-siriano) scoppiata dopo una partita di calcio, in cui le forze di sicurezza siriane uccisero più di 50 curdi. Porte girevoli, catene che non vogliono spezzarsi.